I giallorossi dominano il Viareggio 6-1 e ora domenica alle 18 finalissima col Trissino

Un duello che in realtà è stato un monologo. Bassano ha domato Viareggio in semifinale con un eloquente 6-1 staccando il pass per la finalissima di domani alle 18 laddove, sempre a Trissino, sfiderà proprio i campioni d’Italia padroni di casa e gran favoriti che hanno travolto Valdagno 9-1. I giallorossi tornano dunque a giocarsi una partita per il titolo dopo 10 anni e 1 mese di attesa, allora fu Lodi-Bassano 5 a 2 a Forte dei Marmi. Ma intanto il primo vero obiettivo stagionale – tornare a giocarsi un trofeo dopo oltre due lustri – è stato centrato nel segno di una pianificazione step by step che non è solo esercizio retorico ma crescita concreta. Nello specifico della prima semifinale sono molti di più i meriti da ascrivere alla banda Bertolucci piuttosto dei demeriti viareggini. Già perchè l’Ubroker con un pressing asfissiante ha messo alle corde il Cgc che pure ogni volta che saliva era velenoso come un cobra. Gomez ha abbrancato quasi tutto, inclusa una conclusione ravvicinata di Riba, poi dopo due revisioni nulle, una per parte, all’HVS, è il video support a determinare il rigore che Scuccato spara sul palo. Quindi una delizia in area nel traffico di Fran Ipinazar spezza l’equilibrio, Montigel fa 2-0 da dietro porta e occorre il check arbitrale per vidimarlo e, a cavallo dei due tempi,la banda Bertolucci resiste a 4 lunghi minuti in inferiorità numerica senza beccar gol e anzi una magata di Jerry Riba – alza e schiaccia sotto l’incrocio – inchioda il 3-0 che indirizza la contesa. Poi la volèe di Facu Posito stampa il poker, Pozzato azzecca il pertugio dove non c’è manco aria per il 5-0, Liam Rosi in progressione accorcia e una poderosa progressione di Matteo Cardella brucia di giustezza l’ottimo Gomez per il 6-1 dei titoli di coda. Sei marcatori diversi e l’intera squadra a fare festa sotto una curva incessante. E domenica alle 18 di nuovo lì per la finalissima che mette in palio la Coppa tricolore. Contro i Grandi Favoriti. Comunque a muso duro.