Sbarca in giallorosso Facu, 32 anni dopo papà Toni

Facu Posito è clamorosamente simile a suo papà Toni. E qui qualcuno potrà dire, bella scoperta è suo figlio. Vero, ma lui ci assomiglia in maniera incredibile, nella gestualità, negli sguardi, nel modo di fare e di porsi, nel fisico asciutto e longilineo ovviamente. Nelle parole che distilla con cognizione di causa e mai un tanto al chilo, nei sorrisi quasi intimiditi, nella discrezione naturale ma soprattutto nella facilità con cui bolla in porta. In A2, certo, ma a vagonate. Facu Posito, argentino di San Juan, 28 anni, da dieci in Italia e italianissimo di passaporto e abitudini (ma tifa sempre per il suo River Plate), viene a Bassano nel nome del padre (protagonista da queste parti dal 1990 al 1993) dopo aver trascinato Breganze in A1a suon di reti da capocannoniere della categoria.

“L’A1 l’ho già fatta con Breganze e Montecchio ed era arrivato il momento di misurarmi con una realtà di livello superiore e per traguardi differenti – riflette Facu – la chiamata di Bassano non potevo ignorarla, questa città e questi luoghi hanno un significato particolare per la mia famiglia. Poi so già che dovrò alzare il mio livello di intensità ed aggressività in campo per lottare per i massimi traguardi. Ma sono pronto. E ho buonissime sensazioni, è una formazione costruita bene, con criterio e piena di giocatori di qualità. Certo, il Trissino è sempre davanti a tutti e la grande favorita, ma noi possiamo migliorare i risultati della passata stagione. Io ci credo”.

Posito, appassionato di padel al pari di Giuliani, Grimalt e Cardella, si descrive così. “Non sono solo uomo d’area di rigore – dice – mi piace difendere duro, portare pallina, impostare e magari servire assist”. Tutto suo babbo.