Giuliani e Riba spingono il 5-3 dei giallorossi sul Valdagno



Non era ancora il giorno del giudizio ma una tappa significativa certamente sì. E Bassano l’ha superata di slancio. Sì perchè il derby implica una serie di trappole più emotive che tecniche che non è mai scontato superare. E la qualità diffusa di Valdagno rappresentava un test molto più che probante. Il supporto qui sotto in pagina degli highlights del match e l’analisi dello stesso di coach Ale Bertolucci sintetizzano la serata. Noi ci limitiamo, come di consueto ad alcune considerazioni a margine.



La capacità dell’Ubroker di non smarrire lucidità e misura sullo 0-1 con la pressione addosso e dinanzi a Vieira, portiere ospite che stava rimbalzando ogni assalto giallorosso.



La vena aurifera dei gemelli del gol Giuliano Giuliani e Gerard Riba, rispettivamente doppietta e tripletta a referto, che hanno trovato la porta con grande naturalezza: il primo con due giocate d’autore, dalla lunga e dalla media distanza; il secondo con tre esecuzioni esemplari dal dischetto, uno straordinario percorso netto di 3 su 3 che a questi livelli e con portieri sempre più reputati (e Vieira era un muro di gomma) è sempre più difficile.



La bravura a riassorbire sempre i ritorni di fiamma rivali rintuzzando ogni colpo dopo aver rovesciato poderosamente il match (dallo 0-1 al 3-1) e aver gestito qualunque reazione avversaria.



E allora in un duello che ha premiato alla distanza chi ha saputo fatturare più opportunità da rete e differente volume di gioco (anche se Valdagno ha creato cinque occasioni reali ma una più pericolosa dell’altra), doveroso ascrivere indubbi meriti a una formazione, quella giallorossa, che sta progressivamente lievitando verso la condizione ideale programmata da coach Ale Bertolucci indicativamente a metà novembre come accaduto un anno fa. Peraltro l’inserimento di tante pedine nuove richiede un inevitabile rodaggio che l’Ubroker sta tuttora compiendo.



Infine menzione speciale per l’atmosfera del palazzo in pieno clima da derby col Bassano trainato da una curva incandescente e una cornice ragguardevole per colore e calore col rendimento interno della squadra (3 vinte su 3 sinora tra le mura amiche) che è il vero cambio di passo confronto a 12 mesi fa quando in principio si zoppicava al palasport.



E ora il match proibitivo di giovedì sera a Lisbona nella tana del Benfica con l’esordio in Champions League da far tremare i polsi a proseguire un tour de force senza respiro che vede il Bassano in pista ogni tre giorni. In Europa nessun assillo ma solo il fascino di poterle vivere certe partite.